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La seconda guerra mondiale WWII
Quadro di sintesi - parte 2

Il 1942, l'anno della svolta

A questa punto le potenze dell' Asse hanno raggiunto la massima estensione possibile delle proprie conquiste; gli Alleati però con tre battaglie decisive riescono finalmente a invertire il corso del conflitto a lora favore:
con la battaglia aereo-navale delle isole Midway gli USA respingono l'attacco giapponese, cominciando la riscossa nel Pacifico;
nella battaglia di El-Alamein, in Egitto, gli inglesi sconfiggono l'Asse, che inizia a perdere il predominio in Africa settentrionale;
a Stalingrado l'Armata rossa, sbaraglia il contingente italiano (ARMIR) e annienta la VI armata tedesca: comincia così la controffensiva di Stalin.

La riconquista

La riconquista dell'Europa da parte degli Alleati si muove lungo tre direttrici:
1. fronte meridionale: conquista dell'Italia;
2. fronte settentrionale: sbarco in Normandia per liberare la Francia;
3. fronte orientale: riscossa dell' URSS e avanzata dell' Armata rossa.

Conquista dell'Italia

Gli angloamericani decidono l'attacco all'Italia e sbarcano in Sicilia (10 luglio 1943). Un massiccio bombardamento aereo sulle città mina la residua fiducia degli italiani in Mussolini.
Accusato di avere condotto il paese in una guerra suicida, il duce perde il consenso degli italiani e degli stessi gerarchi fascisti, che nel corso di una seduta del Gran Consiglio lo mettono in minoranza. Vittorio Emanuele III gli toglie la guida del governo e lo fa arrestare (25 luglio 1943).
II nuovo governo è guidato dal maresciallo Badoglio, che firma in segreto il 3 settembre l'armistizio con gli Alleati, reso noto l'8 settembre 1943.
Badoglio dichiara guerra alla Germania (ottobre 1943), ma l'esercito italiano è lasciato senza direttive precise.

Armistizio 8 settembre

Roma bombardata

Bombardamento a Roma - 19 luglio 1943

L'Italia occupata

Alcuni reparti, dopo l'ordine di Badoglio di schierarsi con gli Alleati (13 ottobre 1943), si comportano valorosamente, ma la maggior parte dell'esercito si disgrega: molti tornano a casa e altri si rifugiano sulle montagne per combattere l'invasore nazista e i fascisti collaborazionisti. I tedeschi riescono infatti a occupare l'Italia centrosettentrionale e a liberare Mussolini. Il re e Badoglio fuggono a Brindisi.

La resistenza

Il centro-nord è quindi in mano ai tedeschi. Si costituisce la Repubblica sociale italiana (RSI), detta Repubblica di Salò (in provincia di Brescia), uno stato fantoccio guidato da Mussolini e sostenuto dai nazisti.
Dopo l'armistizio (reso noto l'8 settembre 1943) i partiti antifascisti costituiscono il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che collabora col governo Badoglio nella lotta contro la RSI. I tedeschi si attestano lungo la linea Gustav (Garigliano-Cassino-Pescara) fino al maggio del 1944. Al nord la resistenza partigiana, appoggiata dagli Alleati, organizza sabotaggi ai danni dei nazifascisti, che reagiscono con estrema brutalità. Le rappresaglie nazifasciste colpiscono soprattutto la popolazione civile inerme (Fosse Ardeatine, Marzabotto, S. Anna di Stazzema).

Gli Alleati liberano la Francia

Alla Conferenza di Teheran (28 novembre 1943) Stalin preme sugli Alleati per aprire a nord un secondo fronte di avanzata.
Si decide così di effettuare lo sbarco in Normandia (6 giugno 1944), la più grande operazione aeronavale di tutti i tempi.
Gli angloamericani sbarcano sulle coste atlantiche francesi, presidiate da un imponente sistema difensivo tedesco, le fortificazioni del "vallo atlantico", che tuttavia vengono travolte. Parigi è liberata il 25 agosto 1944.

La riscossa sovietica

Mentre gli angloamericani avanzano verso la Germania da ovest, l'Armata rossa, pur con enormi perdite umane, continua il contrattacco e giunge fino a Varsavia, che nel frattempo è insorta (agosto 1944) contro l'occupante nazista, colpevole di stermini e atrocità di ogni genere.
La controffensiva sovietica porta anche alla resa di Ungheria, Romania e Bulgaria.
In Iugoslavia la resistenza comunista guidata da Tito riesce a liberare il territorio prima dell'arrivo dell'Armata rossa. Gli uomini di Tito arrestano e uccidono migliaia di civili della Venezia Giulia gettandoli vivi nelle foibe (pozzi naturali del Carso).

Gli altri fronti

Africa settentrionale: le truppe USA al comando del generale Eisenhower sbarcano in Algeria e Marocco. Le forze dell'Asse in Africa settentrionale sono strette in una morsa (maggio 1943);
Fronte del Pacifico: gli americani proseguono la riconquista del Sud-Est asiatico sconfiggendo il Giappone sia sul mare sia nei combattimenti terrestri.

L'epilogo del conflitto


Italia,
Germania,
Pacifico.
Le vittime della guerra.
La shoah.
Il processo di Norimberga.

FRONTE ITALIANO

Mentre gli Alleati stanno per avere la meglio sui tedeschi, che hanno dovuto arretrare sulla linea gotica (da Pisa a Rimini), i partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia (CLNAI) proclamano l'insurrezione contro gli occupanti nazisti e liberano le città del nord (25 aprile 1945). Quattro giorni dopo le truppe tedesche si ritirano dall'Italia.
Mussolini cerca di espatriare in incognito, ma viene arrestato dai partigiani e fucilato. II suo cadavere viene esposto in Piazzale Loreto a Milano, dove pochi mesi prima erano stati pubblicamente fucilati 15 detenuti antifascisti (strage di piazzale Loreto del 10 agosto 1944).

strage piazzale loreto

Strage di Piazzale Loreto (10 agosto 1944)

GERMANIA

Mentre gli americani invadono la Germania da ovest, i sovietici (che nel frattempo hanno occupato anche Varsavia) avanzano da est e conquistano Berlino il 28 aprile 1945.
Hitler si suicida nel suo bunker segreto a Berlino, e a Reims viene firmata la resa incondizionata della Germania (7-8 maggio 1945).

FRONTE DEL PACIFICO

Poiché il Giappone non si arrende, il presidente americano Henry Truman ordina di sganciare su Hiroshima e Nagasaki le prime bombe atomiche della storia (6-9 agosto 1945).
L'impatto è devastante, dal punto di vista materiale e psicologico: il 15 agosto l'imperatore del Giappone firma la resa incondizionata, che pone definitivamente fine alla seconda guerra mondiale.

Le vittime della guerra

I costi umani del conflitto sono immensi.
Per la prima volta nella storia gli eserciti, con i bombardamenti sistematici delle città, hanno provocato un numero di vittime civili superiore a quello dei combattenti.
Si calcolano 57 milioni di morti, 35 milioni di feriti, 30 milioni di profughi, quasi 8 milioni di deportati nei lager nazisti.

La shoah

Altissimo il prezzo pagato dagli ebrei di tutta Europa: 6 milioni e mezzo sono le vittime della shoah.
In questa operazione i nazisti hanno l'appoggio dei loro alleati, p.e. la Francia di Vichy e la Repubblica di Salò. Subito dopo l'occupazione della Polonia i tedeschi concentrano gli ebrei nei ghetti.
La soluzione finale, cioe il vero e proprio genocidio, parte nel 1941 con l'invasione dell'URSS: nelle retrovie del fronte reparti speciali rastrellano e uccidono sul posto gli ebrei, mentre nel resto del continente essi vengono deportati in massa nei campi di sterminio (lager) e uccisi nelle camere a gas secondo un folle piano preordinato di eliminazione sistematica.

Buchenwald

Buchenwald, in Germania

II processo di Norimberga

Alla fine della seconda guerra mondiale, tra il 1945 e il 1946, un tribunale internazionale (Gran Bretagna, Francia, USA e URSS) istituito a Norimberga (in Germania) giudica e condanna a morte per impiccagione i principali gerarchi nazisti (dodici sui ventiquattro imputati) per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

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